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Live translation memory per gli e-commerce

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Chi opera nel settore dell’e-commerce e intende aprirsi ai mercati internazionali, oggigiorno non ha molta scelta: rendere i propri contenuti multilingue è un passaggio assolutamente necessario per massimizzare la conversione dei propri visitatori. Fior di studi nell’ambito dell’e-commerce hanno oramai dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, come permettere ai propri potenziali clienti di usufruire di interfaccia e contenuti redatti nella loro madrelingua costituisca un strategia chiave per indurli a concludere positivamente le transazioni.

Contenuti realizzati nella stessa lingua della propria utenza non solo rendono più proficui e piacevoli gli acquisti – condizioni che, già di per sé, rappresentano potenti fattori di conversione – ma contribuiscono all’instaurarsi di un rapporto di fiducia, tale da spingere il cliente internazionale ad abbandonare le remore ancora tradizionalmente legate all’acquisto a distanza.

Senza contare che, come noto, un’esperienza di acquisto positiva, scaturita da un clima di fiducia, pone le basi per poter coinvolgere il cliente con attività promozionali specifiche, fidelizzarlo e indurlo a tornare. Insomma, permette di non limitare l’efficacia dei propri sforzi commerciali al breve periodo, ma di investire nella “costruzione” di una clientela ricorrente.
E non è tutto. Un sito di e-shopping multilingue ben realizzato appare più professionale ed affidabile anche agli occhi della clientela locale, indipendentemente dal fatto che lo sia davvero: è una sensazione che, in veste di clienti, abbiamo sperimentato un po’ tutti.

Eppure, nonostante queste constatazioni, facilmente verificabili sul campo, molti commercianti online sono spesso restii ad intraprendere il grande passo della localizzazione. E questo non tanto perché dubitino della sua efficacia, o delle straordinarie opportunità rappresentate dai mercati internazionali, quanto perché temono di non essere in grado di gestire la transizione, tanto sul piano operativo che su quello finanziario.

In realtà, questi timori affondano le loro radici in un contesto che oramai non è più attuale. Le agenzie di traduzioni sono profondamente cambiate, così come è cambiato il loro modo di lavorare per adeguarsi alle mutate esigenze della propria clientela. Non sono più quegli studi austeri e paludati dove le traduzioni si prenotano per tempo, i briefing “de visu” si sprecano, le pratiche burocratiche finiscono per avere il sopravvento sull’attività creativa vera e propria e, soprattutto, si cerca di vendere al cliente ciò di cui non ha bisogno, addebitandogli anche le virgole…

Al contrario, una moderna agenzia di traduzioni online, cerca di plasmarsi sulle esigenze del cliente, di assumere su di sé ogni incombenza, di facilitare l’inoltro degli ordini e la consegna degli elaborati, di garantire la qualità del lavoro, e di sincronizzarsi con il ciclo produttivo del cliente. Soprattutto, una moderna agenzia di traduzioni online – così come dovrebbe fare ogni attività di e-commerce – cerca il proprio profitto in un cliente soddisfatto e fidelizzato, anziché nell’applicazione di tariffe esose una tantum. Per poter offrire prezzi flessibili – e quindi convenienti – è però necessario poter contare su tecnologie, metodiche di organizzazione del lavoro e specifici strumenti operativi altrettanto flessibili.

Tra questi ultimi, oggi spicca la cosiddetta “memoria di traduzione”. Il concetto, di per sé, non è affatto nuovo: si tratta, infatti, di uno strumento molto noto ai traduttori professionisti, che lo utilizzano da anni per aumentare l’efficienza del proprio lavoro e la qualità delle proprie traduzioni. È un meccanismo automatico, di solito integrato nei software di traduzione professionale (CAT, Computer Assisted Translation), che memorizza in tempo reale le traduzioni di determinati spezzoni di testo, man mano che l’operatore le elabora. Non va confuso con il semplice “glossario terminologico”, anch’esso un importante utensile che fa parte della cassetta degli attrezzi del traduttore: mentre quello è sostanzialmente un vocabolario specialistico, la memoria di traduzione è più propriamente un frasario, una raccolta di espressioni e collocazioni che si ripetono più volte all’interno di un documento o di una serie di essi.

La sua estrema comodità sta nel fatto che, una volta che il traduttore ha tradotto una di queste espressioni e ne ha permesso la memorizzazione, ogni qual volta questa si ripresenterà nel testo, la traduzione corrispondente gli verrà riproposta automaticamente dal software, senza che egli debba elaborarne nuovamente il contenuto. È evidente che, usufruendo di un simile strumento, il traduttore può velocizzare alquanto il proprio lavoro, evitando tutte le attività ripetitive e concentrandosi sugli aspetti più produttivi.

La memoria di traduzione ha comunque dei limiti: come è facile intuire, non si presta all’elaborazione di documenti ad alto contenuto creativo – magari di genere letterario – che non presentino una struttura modulare, con numerose ripetizioni o locuzioni standardizzate. La memoria di traduzione non è, insomma, lo strumento ideale per tradurre un romanzo. Si rivela invece eccezionale laddove si tratti di localizzare un manuale tecnico, una relazione professionale o, a maggior ragione, le schede prodotto di un negozio di e-commerce. E non solo perché riduce i tempi di lavorazione: sottraendo al traduttore l’incombenza di tradurre più e più volte da zero le medesime espressioni, la memoria di traduzione garantisce ai contenuti localizzati – soprattutto se facenti parte di documenti distinti e tradotti in più tranche – quella omogeneità e quella coerenza che fanno la differenza tra un testo dall’aspetto e dal tenore professionale e uno apparentemente improvvisato.

Ma c’è di più. Se fino ad oggi la memoria di traduzione è stata considerata una materia di interesse esclusivo del traduttore, le migliori agenzie di traduzione online che utilizzano sistemi di “live translation memory” hanno cominciato a trasferire i vantaggi derivanti dall’adozione di questo strumento direttamente sul cliente. Le ripetizioni dei brani che entrano a far parte della memoria di traduzione – brani che il traduttore, di fatto, elabora una volta sola – vengono, infatti, automaticamente scalate dal conteggio totale dei caratteri per la cui traduzione il cliente paga. Il che, nel caso di traduzioni tecniche, descrittive o modulari, può comportare una drastica riduzione del costo del servizio, rendendolo accessibile ai più.

La memoria di traduzione, tuttavia, è uno strumento sì potente, ma non totalmente automatico. Come dire che bisogna saperlo usare. Chi lo propone, quindi, deve poter contare su traduttori esperti, in grado di utilizzare efficacemente gli strumenti CAT. Non aspettatevi, dunque, che ogni agenzia di traduzioni online lo offra. Un motivo in più per scegliere con cura i propri fornitori di servizi di localizzazione.

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